Gorizia perde il DAMS

Pubblicato il 7 aprile 2026 alle ore 18:00

Raffaele MARTINA

In qualità di studente laureato al DAMS di Gorizia, non posso che esprimere un'opinione critica in merito alla decisione di trasferire il corso DAMS da Gorizia a Udine.
In primo luogo, la sede goriziana del corso, ancora attiva in via Santa Chiara, possiede buoni spazi per le lezioni e lo studio, tanto è vero che fino a quando frequentavo il corso (un anno fa) ospitava anche lezioni di altri corsi, come ad esempio quello delle relazioni pubbliche. La sede inoltre è collegata al Kinemax della città, che è raggiungibile a piedi in 2 minuti e offre delle aule laboratoriali, oltre alle sale per le proiezioni. Dal punto di vista degli spazi e dei servizi, cosa a mio parere fondamentale per uno studente universitario, la sede del DAMS a Gorizia rappresenta un vantaggio; infatti, potrebbe accadere che spostando il corso in una città più grande, in cui vi sono già moltissimi corsi, potrebbero esserci meno spazi e sicuramente ci sarebbe un maggiore affollamento nelle aule di studio (ad esempio) o nei mezzi pubblici. È in parte vero, tuttavia, ciò che alcuni frequentanti hanno riferito in merito alla scarsa vivacità di Gorizia, una città che negli ultimi anni sta perdendo quella dinamicità che invece altre città più grandi sembrano avere. Senza dubbio ci sono state delle belle occasioni di festa e di appuntamenti per gli universitari, specie in occasione della capitale europea della cultura, ma sicuramente, vent’anni fa, quando il DAMS arrivò a Gorizia, l'attenzione e le proposte per gli universitari erano superiori. Ora poi con il trasferimento del corso a Udine, si rischia di avere meno studenti che vengono ad affittare a Gorizia, oltre a frequentare i bar e i ristoranti della città, e si stima che il nuovo corso sostitutivo porterebbe a mala pena 40 studenti, anziché 300 del Dams. Purtroppo, ancora una volta, la nostra città rischia sempre più di essere subordinata ad altre realtà più grandi, come Udine e soprattutto Trieste, ma del resto pare che non ci sia questa grande volontà di mutare questa triste rotta.

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