NO a due sole Province

Pubblicato il 7 settembre 2026 alle ore 17:04

Pierpaolo MARTINA

La raccolta di firme annunciata dai promotori di un'iniziativa popolare per l'istituzione di due soli Enti locali di area vasta (termine finora utilizzato nella legge regionale varata dal Consiglio regionale), nel sostenere Aquileia e Trieste come unici capoluoghi, pare rappresentare una nuova minaccia per la nostra Gorizia.

E' proprio vero che non si può mai abbassare la guardia!

La Legge regionale 9 dicembre 2016, n. 20 (Soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia), nell'abolire le Province come Enti locali territoriali aveva perlomeno avuto l'accortezza di disporre, all'articolo 46 - intitolato Qualificazione di capoluogo di provincia - che "I Comuni di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia mantengono le prerogative connesse alla qualificazione di "capoluogo di provincia" previste dalla normativa statale e regionale".

La normativa regionale di superamento delle Province è noto che non è stata un esempio di chiarezza e linearità, e per questo avevo cercato (nell'ormai lontano 2017) di spiegare come a scomparire fosse l'istituzione amministrativa della Provincia, intesa come persona giuridica, e non la circoscrizione statistica o, quello che più conta, la circoscrizione di decentramento amministrativo degli organi dello Stato.

L'organizzazione dell'amministrazione periferica dello Stato ha continuato ad avere in Gorizia la sede del Comando provinciale dei Vigli del Fuoco, della Questura, della Prefettura, del Comando provinciale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell'Agenzia delle Entrate o dell'INPS e via dicendo. E questo in virtù dello status riconosciuto ai quattro vecchi capoluoghi.

Si è riflettuto sulle possibili conseguenze di perdere definitivamente questo status? I promotori goriziani, in particolare, devono tenerne conto perché il danno che potrebbe derivarne per la città è ben superiore a quello della precedente soppressione della Provincia.. Meglio ragionare invece sugli eventuali residui margini per ridisegnare i territori di riferimento delle quattro province con il ricongiungimento a Gorizia del Cervignanese e di Aquileia per avvicinarsi almeno in parte all'estensione dell'Arcidiocesi di Gorizia. Senza privare nessuno di niente, senza perdere altro per Gorizia e cercando di rimediare alla forzata separazione di una comunità che era rimasta unita per secoli fino a non moltissimo tempo fa. Persino Udine, che in epoca recente si è allargata a Sappada, potrebbe riconoscere che tale riunificazione risponde ad un criterio di equità e di razionalità. 

Ai nostri rappresentanti nell'Aula del Consiglio regionale spetta ora decidere. Da cittadini elettori osserveremo attentamente il loro operato.

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Commenti

Dario Baresi
9 giorni fa

Bravo Pierpaolo sia nella posizione attuale sia in quella che avevi espresso da commissario

Pierpaolo Martina
9 giorni fa

Grazie, questi sono aspetti che non vanno trascurati anche se rischiano per passare inosservati