Lo stato di attuazione del PNRR a Gorizia, in regione e nel Paese

Pubblicato il 31 luglio 2026 alle ore 18:03

Pierpaolo MARTINA

Il Servizio Studi di Camera e Senato, il 28 luglio, ha pubblicato il Monitoraggio del PNRR con lo stato di attuazione a luglio 2026.

Il dossier monitora lo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia, che comprende 7 Missioni — per un totale di 224 misure — e consta di una dotazione finanziaria complessiva pari a 194,4 miliardi di euro. Nella Parte I si dà conto della programmazione e attuazione del PNRR, considerando le modifiche approvate fino al 30 marzo 2026. Il dossier illustra anche le recenti innovazioni legislative in tema di PNRR.
La Parte II riguarda la gestione finanziaria del PNRR su base territoriale, proponendo un’analisi della distribuzione dei finanziamenti per ciascuna delle 7 Missioni del PNRR, evidenziando i finanziamenti, i soggetti
attuatori e lo stato di avanzamento dei progetti.

La Commissione europea ha previsto il termine del 31 maggio 2026 per la presentazione delle ultime richieste di modifica dei PNRR; il termine per l’ultimazione degli interventi è scaduto lo scorso 30 giugno, mentre la data per completare la rendicontazione dei traguardi e degli obiettivi dei Piani nazionali è il 31 agosto 2026. Le richieste di pagamento, corredate di dichiarazioni di gestione, sintesi degli audit e prove documentali, dovranno quindi esse re trasmesse alla Commissione entro il 30 settembre 2026. Tutti i pagamenti da parte della Commissione dovranno essere eseguiti entro il 31 dicembre 2026.

Come si può notare, al 1 luglio 2026, la percentuale di interventi conclusi nella nostra regione è del 37,2% e quindi piuttosto bassa anche se superiore al dato medio nazionale che è del 26,2%. Al rovescio, significa che il 62,7% degli interventi è in corso.

Del 37,2% di interventi conclusi, la maggior parte riguarda la provincia di Pordenone (che registra il miglior risultato con il 58,6% concluso) e quella di Udine (50,1%). Segue la nostra Gorizia (38,5%) e ultima Trieste (20,1%).

Nel complesso il quadro non pare essere molto lusinghiero sopratutto nelle regioni del centro sud, sintomo di notevoli difficoltà nella realizzazione dei progetti (a mio avviso anche dovute a normative che sono diventate troppo numerose e complicate).

Considerato che l'Italia è uno dei Paesi europei che maggiormente beneficia dei fondi PNRR e che questi - per una quota consistente - sono rappresentati da prestiti, la domanda che sorge spontanea non è solo quella su quante risorse europea si riusciranno a sfruttare ma anche quella se poi saremo in grado di restituirle.

Qui sotto trovate il dossier completo e un confronto nazionale e per il Friuli Venezia Giulia tra la situazione al 1 marzo e quella al 1 luglio 2026.

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