Pierpaolo MARTINA
La settimana che inizia sarà quella che vedrà il Consiglio regionale approvare il disegno di legge n.86 "Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale di cui alla legge regionale 21/2019".
Siamo dunque arrivati al passaggio fondamentale per la reintroduzione delle Province nel panorama degli Enti locali della nostra Regione. Il testo del disegno di legge che approda all'esame dell'Aula di Piazza Oberdan, ha ottenuto il via libera in Commissione ed è quello che potete scaricare qui sotto.
Per chi non avesse il tempo di esaminarlo, dico subito che - stringi stringi - gli articoli da considerare sono due: l'articolo 18 e l'articolo 35. Entrambi, nella formulazione attuale, sono piuttosto deludenti in quanto non si intravedono scelte innovative ma semplicemente la riproduzione della medesima vecchia estensione territoriale delle quatto realtà e le funzioni limitate per il momento solo a edilizia scolastica di secondo grado e viabilità. Anche se è prevista genericamente la possibilità di integrare le funzioni gradualmente, di fatto si partirà con funzioni troppo limitate per giustificare la presenza di un Ente locale con la dignità di Ente elettivo.
Certamente interessante pare invece la parte dove si prefigura un ruolo di supporto della Provincia ai Comuni. Andrebbe ulteriormente potenziato questo ruolo perché sono convinto che la re-istituzione delle Province possa avere senso solo se ci sarà una reale utilità di questi Enti locali a vantaggio dei Comuni che sono e rimarranno la vera prima linea nella fornitura dei servizi alla cittadinanza. Altrimenti non ne vale la pena.
Oltretutto appare alquanto evidente che il tema delle Province non sia più di tanto sentito tra la cittadinanza che spererebbe piuttosto di vedere risposte concrete per risolvere i problemi e aumentare la qualità dei servizi e il benessere delle Comunità locali.
Qualcuno dirà che è già un risultato vedere ancora una Provincia di Gorizia visto il rischio concreto di un disegno organizzativo (come sempre) basato su due grandi poli di aggregazione (Trieste e Udine) e chi lo dice non ha del tutto torto ma che peccato che questa occasione non venga colta per dare maggiore razionalità al concetto di area vasta per il Goriziano ricongiungendo una buona volta quei territori (come il Friuli orientale o altrimenti detto goriziano) che storicamente vi facevano già parte e quelle Comunità locali che ancora oggi si sentono legate da vincoli evidentemente più forti delle scelte politiche che si sono succedute.
Ci sarà un po' più di coraggio?
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