La via della pacifica convivenza per un futuro europeo goriziano

Pubblicato il 11 maggio 2026 alle ore 14:00

Pierpaolo MARTINA

Il convegno organizzato dall'Associazione Città dell'uomo Gorizia Aps, in partnership con Azione cattolica, Gorizia Attiva Aps, Istituto di Storia Sociale e Religiosa e Nuova Iniziativa isontina è stata l'occasione per riscoprire alcuni aspetti dell'operato di Michele Martina, sindaco di Gorizia negli anni 1965-1972.

L'iniziativa meritoria del presidente Paolo Cappelli (alla guida sia dell'Associazione Città dell'uomo che dell'Azione cattolica dell'Arcidiocesi di Gorizia) mi ha permesso di evidenziare alcune chiavi di lettura dell'operato complessivo delle Giunte guidate dallo zio Michele, ricordando - proprio nella Giornata dell'Europa 2026 - uno dei prestigiosi riconoscimenti ricevuti dalla nostra città  ovvero il "vessillo d'onore" del Consiglio d'Europa nel 1969 quale massimo riconoscimento per gli sforzi profusi e i risultati raggiunti a favore della pacifica convivenza tra le genti del continente e della condivisione dei valori di pace e civiltà europei.

Gli interventi molto qualificati e interessanti di Michele Cassese, Federico Tenca Montini, Ivan Portelli, Piero Zin, Peter Černic e Elisa Battistella, moderati da Cristiano Meneghel, hanno restituito la cornice storica, culturale, politica e religiosa di quegli anni della Guerra fredda.

Un'occasione, anche per la politica di oggi, per riscoprire la capacità di visione e di mediazione di figure come quella di Michele Martina che hanno saputo gettare i semi per il traguardo della Capitale europea della cultura 2025 e il cui esempio andrebbe tenuto da conto anche in tempi difficili come quelli che il mondo oggi sta attraversando. 

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