Gli effetti di GO!2025 sulle debolezze strutturali dell'economia di Gorizia

Pubblicato il 4 marzo 2026 alle ore 09:57

Renato VIZZARI

(l'articolo è stato pubblicato su "Nuova Iniziativa Isontina" n°95/96 del gennaio 2026)

  1. Premessa

Da qualche tempo si sono spenti i riflettori sul grande evento che ha caratterizzato diversi aspetti del nostro territorio dal dicembre 2020, quando Nova Gorica e Gorizia sono state proclamate Capitale Europea della Cultura. Da allora gli attori  istituzionali ed economici coinvolti ma anche molteplici associazioni e singoli cittadini hanno investito energie e risorse, talvolta cospicue, per riflettere e preparare al meglio questo appuntamento, la cui rilevanza è del tutto pleonastico rimarcare. Fra i diversi auspici sugli effetti che l’evento avrebbe potuto generare, v’è un denominatore comune rappresentato dalla constatazione che la Capitale della Cultura Europea doveva costituire una grande occasione, forse l’ultima, di rilancio del nostro territorio per superare le debolezze strutturali che nel corso degli ultimi decenni hanno generato un declino dell’economia goriziana, sancendone la marginalità. Pur essendo del tutto evidente che gli effetti di GO!2025 potranno essere valutati solo nel medio lungo periodo, riteniamo che alcune considerazioni possano essere espresse riguardo ai risultati ottenuti, traguardandoli rispetto ai bisogni della città per uscire dall'impoverimento che l’ha contraddistinta in diversi ambiti negli ultimi decenni.

 

  1. 2. Gli effetti di GO!2025: il turismo

Il risultato più appariscente e, per certi versi, scontato dell’evento riguarda la crescita dell’attività turistica che ha caratterizzato Gorizia nel corso degli ultimi anni. I dati forniti dalla Regione Friuli Venezia Giulia evidenziano un aumento sia degli arrivi, che delle presenze nel 2024 (+5,7% e +15,8%, rispettivamente, nel confronto con il 2023) e, soprattutto, nel 2025 (+22,4% e +22,8% dal 30 giugno 2024 al 30 giugno 2025, ultimo dato a disposizione). Nel corso di quest’ultimo periodo si accentua l’incremento di arrivi e presenze di turisti stranieri (+41,7% e +54,8%, rispettivamente). Anche la permanenza media, che vede un valore più alto per i turisti italiani, tende a crescere nel tempo.

 

Tabella 1: Distribuzione degli arrivi e delle presenze di turisti a Gorizia

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia – Elaborazione su dati del Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica.

 

La tabella che segue rileva le principali nazionalità dei turisti stranieri affluiti a Gorizia, in particolare la netta preponderanza di quelli provenienti dall’Austria e dalla Germania (nel complesso quasi il 30% del totale nel 2023, che scende al 25% nel 2024).

 

Tabella 2: Distribuzione degli arrivi e delle presenze di turisti stranieri a Gorizia – prime posizioni per nazionalità

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia – Elaborazione su dati del Servizio programmazione, pianificazione strategica, controllo di gestione e statistica.

Nel DUP 2026-2028, il documento unico di programmazione che raccoglie le linee strategiche e operative dell’attività di governo del Comune di Gorizia, lo sviluppo del turismo viene considerato prioritario per la crescita economica della città. Nel documento citato, Gorizia è riconosciuta come città turistica, di riferimento per l’arte e la cultura e con le potenzialità per attrarre commercialmente una vasta area geografica dell’Isontino e una parte della Slovenia. Nello stesso documento vengono però individuate alcune lacune dell’offerta turistica, quali l’inadeguatezza della rete ristorativa e commerciale e l’insufficiente messa a disposizione dei turisti di pacchetti per il tempo libero. Altre analisi (1) hanno evidenziato che anche l’offerta ricettiva della città di Gorizia risulta inadeguata ad accogliere grandi flussi turistici di visitatori in arrivo, sia per capacità totale, che per livello.

Gorizia ha indubbiamente diverse peculiarità da sfruttare sotto il profilo turistico, in quanto si trova in posizione baricentrica rispetto ad un’area con grande attrattività, arricchita da siti Unesco e città d’arte, e può offrire un apprezzabile patrimonio culturale e itinerari nella natura, percorsi cicloturistici ed enogastronomici. I dati proposti sull’afflusso turistico avvenuto in occasione di GO!2025 e negli anni che l’hanno preceduta, manifestano però la necessità di migliorare l’offerta turistica nel suo complesso, soprattutto per raggiungere l’obiettivo di aumentare la durata media del soggiorno, in particolare del turismo internazionale e destagionalizzare le presenze.

Un punto di riflessione ancora più qualificante riguarda però il fatto se il turismo può essere in grado di conseguire quel consistente sviluppo economico di cui la città ha bisogno. Lo scetticismo che ne discende al riguardo deriva dalla constatazione che a beneficiare economicamente della crescita del turismo sono stati, in diversa misura, solo alcuni dei settori merceologici della città, quali alloggi, ristorazione e negozi. Si tratta di settori strettamente correlati con le stagioni e il ciclo economico, che offrono un livello di retribuzioni poco confortanti, una prospettiva reddituale incerta e richiedono un basso valore aggiunto di competenze, incidendo marginalmente sulle potenzialità della leva dei consumi generati dai redditi percepiti. Sulla base di queste considerazioni, la conclusione è pertanto che l’aspettativa di una crescita sostanziosa dell’economia goriziana attraverso la leva del turismo si rivela alquanto fragile.

 

  1. Gli effetti di GO!2025: l’attività imprenditoriale

Un altro elemento di riflessione riguardo agli effetti prodotti da GO!2025 rispetto alle carenze strutturali del territorio goriziano investe l’imprenditorialità. Come noto, uno degli aspetti che ha inciso fortemente sul declino sperimentato dalla città negli ultimi decenni è la carenza di imprenditorialità, una criticità ben evidenziata dal fatto che Gorizia, ormai da moltissimi anni, staziona negli ultimi posti a livello nazionale degli indici che esprimono la presenza imprenditoriale nel territorio. Sotto questo profilo, per verificare se GO!2025 abbia risvegliato o no lo spirito imprenditoriale, è opportuno innanzitutto analizzare i dati che riguardano il numero delle imprese con sede a Gorizia dal 2022 ad oggi (i dati disponibili si fermano però al terzo trimestre del 2025), alla ricerca del trend che ne consegue. La scelta del 2022 come periodo iniziale di riferimento deriva dalla considerazione che l’annuncio della proclamazione di Nova Gorica/Gorizia quale Capitale Europea della Cultura è avvenuto il 18 dicembre 2020, per cui si è ritenuto che l’attivazione delle iniziative imprenditoriali per intercettare le opportunità offerte dall’evento inizi da un lasso di tempo quantificato in circa un anno.

 

Tabella 3: Distribuzione delle imprese con sede a Gorizia per settore merceologico

Fonte: Camera di Commercio Venezia Giulia - elaborazione su dati del Centro Studi e Statistica.

Nel periodo considerato il numero delle imprese attive insediate a Gorizia (2) è sceso nel 2023 (-1,4% rispetto al 2022, pari a -32 imprese), è rimasto pressoché invariato nel 2024 mentre è leggermente cresciuto nei primi nove mesi del 2025 (+0,5% rispetto al 2024, pari a +10 imprese). Considerando ora i diversi settori merceologici, si nota una flessione delle attività manifatturiere e dell’agricoltura (-9,2% e -9,8%, rispettivamente) e una crescita delle costruzioni (+8%), delle attività di servizi per edifici e la cura del paesaggio (3) e soprattutto delle altre attività di servizi (+28,6%), fra le quali si distinguono i servizi alla persona e, in particolare, le attività riguardanti la riparazione di computer e altri beni di uso personale. Gli andamenti descritti sembrano essere strettamente correlati con le normali dinamiche del ciclo economico piuttosto che influenzate da GO!2025. Per contro, si nota una cospicua contrazione del commercio (-17,4%), una lieve crescita dei servizi di alloggio e ristorazione (+3,3%) e un aumento delle attività immobiliari (+13,6%), tutti settori che appaiono invece influenzati dalle aspettative legate a GO!2025 e alle conseguenti iniziative imprenditoriali. Il quadro che emerge allo stato attuale è pertanto quello di un evento che non ha influito, se non marginalmente, sulla creazione di nuovo valore imprenditoriale; al contrario, continuano ad accentuarsi le problematiche legate al declino di settori portanti dell’economia goriziana, quali il commercio e le attività manifatturiere.

Anche la distribuzione del numero di imprenditori riflette la dinamica osservata per le imprese, per cui, rispetto al periodo iniziale (2022), si registra una flessione più accentuata nel 2023 (-61 imprenditori, pari a -1,8%), più lieve nel 2024 (-17, pari a -0,5%) e una crescita nel 2025 (+19, pari a +0,6%). E’ interessante notare che le flessioni rilevate nel 2023 e 2024 hanno riguardato soprattutto i maschi mentre la crescita del 2025 è dovuta ad entrambi i sessi praticamente nella stessa misura.

 

Tabella 4: Distribuzione del numero di imprenditori a Gorizia

Fonte: Camera di Commercio Venezia Giulia - elaborazione su dati del Centro Studi e Statistica.

Riguardo alla nazionalità degli imprenditori, nel periodo complessivamente considerato si nota una lieve flessione degli italiani (dall’82,1% all’80% del totale), a scapito soprattutto della componente extra-Ue (dal 13,3% al 15%) mentre più lieve è la crescita di quella comunitaria (dal 4,5% al 4,9%).

 

Tabella 5: Distribuzione per nazionalità del numero di imprenditori a Gorizia

Fonte: Camera di Commercio Venezia Giulia - elaborazione su dati del Centro Studi e Statistica

Questi dati confermano la percezione che l’evento considerato non abbia attivato nuove energie imprenditoriali, perché le dinamiche osservate sembrano in buona parte ascrivibili ad un trend preesistente, dove la crescita dell’attività imprenditoriale è dovuta quasi interamente alla popolazione extra-UE.

 

Tabella 6: Distribuzione del numero di addetti delle unità locali per settore merceologico a Gorizia

 

Fonte: Camera di Commercio Venezia Giulia - elaborazione su dati del Centro Studi e Statistica

La distribuzione degli addetti delle unità locali (4) fotografa la situazione occupazionale generata a Gorizia non solo dalle imprese che vi hanno sede legale ma anche da quelle che, pur non avendo sede legale nella città, concorrono tuttavia a crearvi posti di lavoro attraverso le proprie filiali, succursali, magazzini, ecc.

La dinamica proposta nella tabella 6 evidenzia un apprezzabile aumento dell’occupazione a Gorizia del 4,3% (+ 383 addetti in termini assoluti). Analizzando i contributi dei singoli settori, si nota come le costruzioni (+16,2% pari a +113 addetti) sostengono l’incremento complessivo per il 30%, dato che pare correlato con le dinamiche di mercato (PNRR, superbonus, bonus ristrutturazioni, ecc.) piuttosto che con l’evento in questione, analogamente al consistente sviluppo delle “Altre attività di servizi” (+30,7%), per le quali la crescita di 102 addetti (pari al 26,6% del totale) è dovuta alla voce “Riparazione e manutenzione di computer, apparecchiature di comunicazione, beni per uso personale e per la casa”. Al contrario, strettamente correlato con GO!2025 pare l’aumento del numero degli addetti indicato dalle voci “Attività di creazione e rappresentazioni artistiche” (+77 addetti, pari al 20,1% del totale) e “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” (+63 addetti, pari al l6,4% del totale). La valutazione dell’incremento del numero di addetti evidenzia alcune problematiche, che discendono dalla duplice constatazione che solo poco più di un terzo della crescita totale è ascrivibile a GO!2025 e che, comunque, si tratta di settori fortemente correlati con l’evento in quanto tale, il cui contributo è destinato probabilmente ad affievolirsi in misura consistente negli anni futuri, una volta terminato l’evento stesso.

 

  1. GO!2025: le scelte mancate

Vi è un altro aspetto collegato alle considerazioni espresse sul turismo e  l’attività imprenditoriale. La focalizzazione sul turismo come volano prioritario di crescita economica e la struttura merceologica che continua a caratterizzare l’attività produttiva realizzata a Gorizia si basano entrambe su settori a basso valore aggiunto, che richiedono poca innovazione e difficilmente possono portare a crescite sostenute dell’occupazione. La spinta per accrescere i comparti a minor produttività e minor requisito di competenza ha effetti controproducenti sulla qualità dell’offerta di lavoro.

L’economia della conoscenza ha modificato radicalmente i fattori attraverso i quali le imprese e i territori economici creano e catturano valore economico. Dalle fabbriche, macchinari e capannoni propri dell’economia industriale si è passati a parlare di capitale umano, tecnologia e finanza. In particolare, il ruolo delle risorse umane è sempre più importante in termini di energie e competenze per le imprese e la loro competitività. L’obiettivo cui tendere è pertanto quello di uno sviluppo delle attività a maggiore valore aggiunto, dove il nodo del mantenimento e dell’attrattività di competenze qualificate diventa centrale. Tale considerazione è particolarmente pertinente per il territorio isontino dove la fragilità demografica ha creato un significativo calo della popolazione, svuotando progressivamente lo stesso di quelle menti che avrebbero potuto dare un contributo chiave alla competitività delle imprese dei prossimi anni.

Sotto questo profilo, riferendoci sempre alle opzioni volte ad eliminare gli elementi di deficit strutturale dell’economia goriziana, GO!2025 è stata un’occasione persa per sostenere con convinzione l’insediamento nell’Aeroporto “Duca d’Aosta” di un distretto tecnologico aerospaziale capace di attrarre nuovi insediamenti industriali e di favorire la nascita di start-up. Si sarebbe in tal modo creato un comparto in grado di dialogare con alcune realtà di livello presenti sul territorio e con enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia, contribuendo ad alimentare il circolo virtuoso tra ricerca e innovazione e sviluppo economico e sociale del territorio, realizzando altresì le condizioni per trattenere i talenti locali e attirarne dall’esterno. Al contrario di questa visione strategica, tutta l’attenzione è stata posta sull’insediamento di un campovolo adatto ad ospitare concerti. Le istituzioni politiche ed economiche sono chiamate a misurarsi con uno scenario economico inedito, dove è fondamentale la presenza di imprese leader in tecnologia e capitale umano. Una chiara e condivisa visione economica di medio lungo periodo, che individui nello sviluppo di un polo aerospaziale la via prioritaria per la crescita dell’economia goriziana e del suo indotto, favorirebbe l’insediamento di tali imprese e un conseguente rinnovamento delle varie specificità produttive locali al servizio di questo business model. In altre parole, il compito, molto difficile da affrontare ma altrettanto ineludibile, è quello di creare un “sistema di imprese solido e con elevata produttività che attrae investimenti …, è competitivo sul piano internazionale, genera innovazione e capacità di investimento, stimola la formazione delle competenze e attrae i giovani più qualificati” (5). Solo la presenza di un ecosistema che attragga competenze elevate può alimentare un salto duraturo nella competitività delle imprese.

 

  1. Altri effetti di GO!2025

Fra gli effetti positivi di GO!2025, non solo in termini attuali ma anche prospettici, vanno ricordati invece l’ammodernamento del patrimonio culturale e naturalistico della città, che ha riguardato il Castello e il suo borgo, la Sinagoga, i Musei provinciali, il parco di Palazzo Coronini, la Valletta del Corno e il “futuro” Parco Basaglia e l’insediamento di centri di produzione culturale e di residenze artistiche relative a danza, cinema, musica. Spiace tuttavia constatare che gran parte di questi elementi di attrazione sia stata resa fruibile in ritardo rispetto al calendario dell’evento. Lodevoli sono stati anche gli sforzi per migliorare la mobilità sostenibile attraverso nuove piste ciclabili e parcheggi, in buona parte però ancora da ultimare.

 

  1. Conclusioni

Gli effetti fin qui prodotti dal grande evento di GO!2025, anche se pienamente apprezzabili solo nel medio lungo termine, paiono piuttosto limitati se rapportati all’obiettivo di superare le debolezze strutturali che nel corso degli ultimi decenni hanno generato un declino dell’economia goriziana, sancendone la marginalità.

L’effetto più appariscente di GO!2025, rappresentato da un consistente incremento del flusso turistico rispetto al passato, ha prodotto un beneficio solo per alcuni ambiti merceologici dell’economia goriziana, coinvolgendo settori che realizzano basso valore aggiunto, richiedono poca innovazione e difficilmente possono portare a crescite sostenute dell’occupazione, oltre ad incidere marginalmente sulle potenzialità della leva dei consumi generati dai redditi percepiti. La pretesa di identificare nel turismo la leva per una crescita robusta dell’economia goriziana appare pertanto piuttosto fragile. Modesti si rivelano anche gli effetti in termini di imprenditorialità, in quanto l’aumento delle iniziative imprenditoriali legate a GO!2025 è alquanto contenuto e anche l’apprezzabile crescita dell’occupazione pare destinata ad affievolirsi in misura cospicua negli anni futuri, una volta terminato l’evento stesso. Per contro l’attenzione posta esclusivamente sulla realizzazione di un campovolo adatto ad ospitare concerti nell’area dell’aeroporto “Duca d'Aosta” sembra ormai aver completamente precluso una sua valorizzazione in termini industriali, attraverso l’insediamento di un distretto tecnologico aerospaziale capace di attrarre nuovi insediamenti industriali, competenze qualificate e favorire la nascita di start-up. La presenza di un ecosistema caratterizzato da imprese ad alta tecnologia, capaci di attrarre competenze elevate, potrebbe anche frenare la diaspora di giovani qualificati e dotati di potenzialità, altro elemento che influenza significativamente il presente e il futuro dell’economia di Gorizia.

In conclusione i positivi risultati raggiunti in diversi ambiti attraverso GO!2025 non sembrano avere soddisfatto le necessità di sviluppo di Gorizia, evidenziando il rischio di navigare in una debolezza strutturale persistente.

 

 

NOTE

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(1) Si veda a tale proposito lo studio della Camera di Commercio Venezia Giulia “Masterplan offerta ricettiva GO!2025 Capitale Europea della Cultura" – dicembre 2022.

(2) Nell’analisi proposta si è mantenuta la classificazione dei vari settori merceologici precedente alle variazioni introdotte nei codici Ateco dal 2025. Per garantire la necessaria omogeneità, il dato di quest’ultimo anno dei “servizi di informazione e comunicazione” comprende tutte le attività di trasmissione e distribuzione di contenuti informativi e di intrattenimento insieme alle telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica.

(3) Alle quali è dovuta interamente l’incremento della voce “Noleggio, agenzie di viaggi, servizi di supporto..”

(4) Nella tabella proposta, per omogeneità di confronto, i dati riguardanti il 2023 e 2024 sono stati elaborati tenendo conto della nuova classificazione dei codici Ateco a partire dal 2025.

(5) Definizione di attrattività potenziale di un’area desunta dal Rapporto Italia Sostenibile di Cerved Group.

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