L'Ospedale civile a Gorizia: appunti sulla storia di una grande struttura (parte quarta) - Città sanitaria 2000

Pubblicato il 14 luglio 2025 alle ore 23:42

Pierpaolo MARTINA

Come abbiamo visto, il passaggio dagli Anni 80 agli Anni 90 è segnato dal tema del nuovo ospedale da realizzarsi a Gorizia.

Lo studio presentato il 18 gennaio 1989 dal dott. Bruno Gregorig esplora tutte le opzioni ritenute all'epoca possibili a partire da quella dell'ospedale unico per tutta la provincia di Gorizia, soluzione impraticabile viste le difficoltà insormontabili di natura politica locale, chiudendo con parole che potremmo oggi definire profetiche: "Questa ipotesi si ripresenterà certamente, in un futuro più o meno lontano, purtroppo tardamente, a fronte di determinanti economiche, organizzative e gestionali, tenuto conto che il modesto bacino provinciale di utenza di 140 mila abitanti circa, in costante flessione demografica, non consentirà dispersioni di risorse su di una molteplicità di strutture zonali....".

Dopo aver esaminato le varie tipologie edilizie ospedaliere (a impianto centrale, a padiglioni, a monoblocco e a piastra) ed aver illustrato i nuovi orientamenti più moderni, favorevoli alla tipologia di una struttura edilizia a "canne d'organo", lo studio analizza tre possibili ipotesi:

ipotesi A - nuova struttura da edificare in via Tuscolano, dietro ai monoblocchi dell'ex civile e all'ex pneumologico;

ipotesi B - via Terza Armata, in area contigua agli edifici ex OPP;

ipotesi C - zona di Lucinico verso Villanova di Farra.

Per ciascuna si analizza il grado di corrispondenza ai requisiti urbanistici, geologici, morfologici, climatici, igienici e dimensionali.

Tramontata l'ipotesi di una ristrutturazione pesante del Vittorio Emanuele III, per tutti gli Anni 90 si discuterà sul nuovo ospedale  e si arriverà vicinissimi a realizzarlo sul retro di quello all'epoca in utilizzo fino a quando non emergerà l'idea di acquistare il San Giovanni di Dio dall'Ordine dei Fatebenefratelli ... ma di questo parleremo.

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