I Consigli di Quartiere a Gorizia

Pubblicato il 26 febbraio 2025 alle ore 22:43

Pierpaolo MARTINA

L’Atto costitutivo della nostra Associazione, tra le finalità della stessa, prevede il favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica della città contribuendo alla formazione di una coscienza civica volta al bene comune (Articolo 4).
E’ naturale quindi che Gorizia Attiva segua con interesse anche i lavori del Consiglio comunale relativi al ripristino dei Consigli di Quartiere quale strumento di partecipazione più vicino ai diversi microcosmi che compongono la Comunità goriziana.
Come non interrogarsi quindi se il testo predisposto risponda effettivamente all'esigenza di favorire “la più completa e libera espressione culturale, sociale ed economica di tutta la popolazione”?
Il nocciolo della questione sta evidentemente nel tipo di legittimazione che si vuole dare alla rappresentanza delle articolazioni territoriali della Comunità cittadina e qui bisogna subito dire che la volontà è quella di fare di questi Consigli degli organi elettivi di secondo grado e quindi non eletti direttamente dai cittadini.
“I componenti dei Consigli di Quartiere sono nominati dal Sindaco su proposta dei Gruppi consiliari comunali” sulla base di elenchi di cittadini (albi) specifici per ognuna delle Circoscrizioni che raccoglieranno le proposte e le richieste di candidatura.
Oltre a non essere eletti direttamente, i consiglieri – in numero massimo di sei per Quartiere – saranno nominati dal Sindaco per 2/3 tra quelli indicati dalla maggioranza e per 1/3 tra quelli indicati dalla minoranza del Consiglio comunale.
Il sistema è pensato quindi per replicare in ciascun Quartiere il medesimo rapporto di forza (quattro nomi alla maggioranza e due alla minoranza) esistente in Consiglio comunale. A parte il fatto che ancora credo vada definito come le varie liste e i partiti presenti in Consiglio comunale potranno venire rappresentati nei vari Quartieri, il risultato sarà quello di appiattire e omogeneizzare tutte le circoscrizioni cancellando la possibilità che in un Quartiere piuttosto che in altri, quella che è minoranza /opposizione in Comune possa essere maggioranza nella Circoscrizione; con tali premesse proprio la nomina da parte del Sindaco pare blindare definitivamente il sistema in modo tale che in nessuna delle sei ripartizioni del territorio comunale ci possano essere “sorprese”.
Spero che vi sia ancora la possibilità di modificare l’impianto generale di quello che dovrà essere il Regolamento per i Consigli di Quartiere altrimenti non credo che abbia senso creare dei parlamentini non rappresentativi delle singole piccole comunità e non eletti democraticamente. Davvero si crede che i rapporti di forza possano essere identici a Sant'Andrea o Piuma come nel Centro o a Lucinico?
Voglio chiudere però con una proposta: se dovranno essere organi elettivi di secondo grado, almeno siano veramente rappresentativi della volontà espressa dai cittadini nelle elezioni amministrative e quindi si prendano in considerazione, Quartiere per Quartiere, i risultati delle più recenti amministrative comunali e sulla base di questi si attribuiscano in proporzione i seggi nei singoli parlamentini.
Vedremo come finirà ma resto convinto che sulla democrazia bisogna investire riconoscendo la massima dignità alle nostre assemblee.

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Commenti

Paolo Nnut
un anno fa

La proposta di Ziberna sarebbe uno schiaffo a Sant'Andrea dove nelle ultime comunali non vinse il cdx e così pure nel ballottaggio vinse la Fasiolo. Non dobbiamo permetterlo.

Pierpaolo Martina
un anno fa

Non credo solo nei confronti di Sant'Andrea ed è per questo che propongo che almeno si prendano in considerazione, Quartiere per Quartiere, i risultati delle più recenti amministrative comunali e sulla base di questi si attribuiscano in proporzione i seggi nei singoli parlamentini rionali. Sei consiglieri per Quartiere sono anche molto pochi tuttavia non mancherebbero le sorprese (anche civiche)